Author: Tasha
Published: 14 May 2017, alle 12:09

Game Designer Leggendari: Jordan Mechner

Il creatore di Prince of Persia

Il nostro viaggio alla ricerca dei game designer più importanti del passato ci conduce oggi alla scoperta di una delle menti più brillanti, il creatore della popolare serie Prince of Persia, ossia Jordan Mechner.

Considerando il triplice ruolo di autore, sceneggiatore e game designer, Jordan è sicuramente un uomo molto occupato. Ex studente alla Yale, iniziò la sua carriera di creatore di giochi già all’università. Da studente riuscì a programmare un clone di Asteroids e un gioco chiamato Deathbounce, nessuno dei quali però fu mai pubblicato. Jordan però si dedicò molto seriamente al suo successivo progetto, un gioco che richiese almeno due anni di lavoro. Stiamo parlando di Karateka, che fu pubblicato nel 1984. La storia era ambientata del Giappone feudale e lo scopo del giocatore era quello di salvare la classica fidanzata dalle grinfie dei malvagi esperti di arti marziali.

Anche se Karateka viene spesso definito un gioco di lotta, Mechner preferisce considerarlo un’avventura, basata su una storia, anche se il combattimento è la meccanica principale.

Mechner studiava cinematografia, e il suo gioco si ispirava ai film di Akira Kurosawa e ai capolavori di animazione Disney. Non deve sorprendere quindi la mania di Jordan Mechner per le animazioni fluide, una caratteristica che accumunerà tutti i suoi titoli. Usando un video del suo maestro di karate che eseguiva le varie mosse, Jordan usò una tecnica chiamata “rotoscoping” per disegnare passo dopo passo tutti i movimenti che i personaggi avrebbero dovuto eseguire. Il risultato fu strabiliante. Nessuno aveva mai usato una tecnica del genere per un videogioco.

Karateka ebbe un successo clamoroso e finì ai primi posti delle classifiche di vendita. Non male come inizio.

Karateka sul Commodore 64

Dopo il successo di Karateka, Jordan iniziò subito a lavorare a quello che sarebbe stato il suo titolo più famoso: Prince of Persia. Impiegò ben 4 anni per svilupparlo, e il gioco finalmente fu pubblicato nel 1989. Il primo Prince of Persia è considerato il padre dei giochi di piattaforme cosiddetti “cinematici”. Ovviamente la tecnica di rotoscoping usata in precedenza su Karateka fu usata anche per Prince of Persia, realizzando così i movimenti fluidi che chiunque abbia provato il gioco ha ben presenti.

La storia era ambientata, come si può immaginare, in Persia. Il principe ha un’ora di tempo per fuggire dalla prigione e impedire al malvagio Visir di sposare la sua amata, la figlia del sultano (avete presente la storia di Aladdin?)

L'originale Prince of Persia

Mechner aveva sviluppato Prince of Persia per Apple II, il suo computer preferito, ma se quattro anni prima era ancora abbastanza popolare, nel 1989 il computer Apple era a fine carriera. Per questo le vendite del gioco non furono eccezionali. Una volta convertito per piattaforme più moderne (DOS, Amiga, Atari ST nel 1990, e a seguire molte altre), iniziò il suo successo. Prince of Persia è stato poi tradotto in moltissime lingue e continuamente rilasciato in nuove versioni, tra cui quella per iPhone e iPad nel 2010, oppure Nintendo 3DS e Wii nel 2012.

Ovviamente un sequel era quasi obbligatorio. Quando uscì, Prince of Persia 2: The Shadow and The Flame, nel in 1993, Jordan aveva ormai smesso di programmare. La sua attenzione andava tutta al game design e alla meccanica di gioco. Il sequel era fedele alla formula originale, ma con una grafica molto più curata e dettagliata (stupenda nella versione SNES). Era anche molto più basato sul combattimento, e con un livello di difficoltà decisamente più elevato. Per questo molti “puristi” continuarono (e continuano ancora oggi) a preferire il gioco originale. Prince of Persia 2 fu comunque un grande successo commerciale, con oltre 750mila copie vendute entro il 2000. Anche in questo caso non sono mancate le versioni per dispositivi mobili.

Grafica e animazioni eccellenti per Prince of Persia 2

Lo stesso anno, 1993, Jordan fondò la sua azienda, Smoking Car Productions, e iniziò a lavorare ad un gioco d’avventura chiamato The Last Express. Anche in questo caso servirono 4 anni di sviluppo, perché il gioco uscì nel 1997. Nel gioco impersonate un americano che riceve un invito ad imbarcarsi sull’Orient Express, pochi giorni prima dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Era un gioco molto originale, con una trama non lineare ed eventi multipli che accadono in tempo reale. Non fu un successo dal punto di vista commerciale, anche se le critiche furono positive. E’ stato riscoperto, ed apprezzato, recentemente. Jordan lo ha ripubblicato su Steam nel 2013 in una versione Gold. Lui stesso ha avuto modo di dire: “E’ un gioco di cui sono particolarmente orgoglioso, e che ho veramente a cuore”.

The Last Express Gold è stata rilasciata su Steam nel 2013

Nel 2001, dopo essersi preso una pausa dal mondo dei videogiochi, Mechner fu approcciato dal fondatore della Ubisoft, Yves Guillemot, per lavorare ad un nuovo Prince of Persia.

Fino ad allora la serie era composta dai due giochi originali, Prince of Persia e Prince of Persia 2, più un terzo gioco, chiamato Prince of Persia 3D. Quest’ultimo, uscito nel 1999, era stato un tentativo della Broderbund di continuare la serie anche senza il coinvolgimento di Mechner. Il risultato non era stato dei migliori, sia come vendite che come qualità.

Per questo motivo Jordan era abbastanza scettico all’idea di un nuovo Prince of Persia, pensando che ormai la serie, che lui stesso aveva iniziato, avesse fatto il suo tempo. Tuttavia, la Ubisoft aveva appena comprato la licenza del gioco e iniziò a lavorare ad un prototipo. Quando Mechner vide il lavoro fatto dalla Ubisoft Montreal, si innamorò del progetto e si lasciò coinvolgere sempre di più. Inizialmente come consulente creativo, poi prese le redini della sceneggiatura e infine fu nominato responsabile del game design.

Nel 2003 fu finalmente rilasciato Prince of Persia: The Sands of Time. Come è noto, il gioco fu un enorme successo. Ubisoft e Mechner erano riusciti nell’impresa di creare un gioco moderno, in 3D, con grafica e animazioni incredibili, pur rimanendo fedeli alla formula del primo Prince.

The Sands of Time raggiunse i 14 milioni di copie vendute

Sands of Time riprende ed espande le meccaniche del platformer originale, ricollocandole però in un mondo tridimensionale. Abbiamo i salti e le acrobazie, trappole da evitare, combattimenti, stile cinematografico, tutto ciò che aveva reso grande il primo titolo. Ma non era tutto, perché fu aggiunta una nuova meccanica di gioco, quella delle sabbie del tempo, che permettevano di riavvolgere come un nastro gli eventi recenti. Il successo di Sands of Time fu clamoroso. I premi vinti furono molteplici, tra cui un Gioco dell’Anno. Addirittura furono coniati dei francobolli in Francia per celebrare il gioco.

Ubisoft continuò a produrre altri titoli della serie, tra cui Warrior Within e The Two Thrones, ma senza il coinvolgimento di Mechner.

Prince of Persia continua ad essere amato dai fan e rimane una fonte di ispirazione per molti. Un esempio è il Prince of Persia Unofficial Website gestito da Jalal Noureddine. Sul sito potete trovare ogni sorta di informazioni sul gioco. E’ qui che abbiamo scoperto il fantastico 4D Prince of Persia, una versione migliorata (e anche più difficile) del gioco originale.

4D Prince of Persia, creato da Kirill A. Terebilov nel 1994

Oltre a creare (e ispirare) videogames, Jordan Mechner si è dedicato anche alle sceneggiature di film. Ovviamente è lui che ha firmato quella dell’adattamento cinematografico di Sands of Time, film uscito nel 2010 con grande successo. Pare che abbia incassato oltre 335 milioni di dollari al box office. Jordan ha scritto anche diversi romanzi e libri illustrati, sempre relativi a Prince of Persia. Direi che tutto sommato ha fatto bene a non abbandonare la sua creazione.

Jordan Mechen in una intervista del 2012

Jordan Mechner è tuttaltro che sparito dai radar. E’ molto attivo sui social e potete trovare informazioni sui suoi progetti attuali andando sul sito sito web www.jordanmechner.com. Se provate a contattarlo molto probabilmente vi risponderà!


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