Le somiglianze con la celebre serie degli Oliver Twins sono evidenti: il protagonista a forma d’uovo, la struttura a schermate fisse con esplorazione non lineare, gli enigmi basati sull’inventario e gli oggetti da raccogliere e utilizzare nel punto giusto. Tutto rievoca apertamente Treasure Island Dizzy e Fantasy World Dizzy, anche se in questo caso viene filtrato attraverso un umorismo bizzarro e surreale.
Giddy si muove in un mondo stralunato, pieno di battute sui cliché della fantascienza, parodie di cultura pop e situazioni completamente fuori di testa. I rompicapi mantengono lo spirito classico del genere: serve portare oggetti improbabili da una parte all’altra della mappa, cercando di capirne l’uso in base al contesto o... per tentativi.
Graficamente il gioco è colorato, vivace, con sprite grandi e ben definiti. Pur non sfruttando appieno le potenzialità grafiche dell’Amiga, riesce a trasmettere una sensazione di coerenza visiva e tono leggero. Il comparto sonoro, come detto, non è originale, ma la musica rubata a Fantasy World Dizzy funziona perfettamente nel contesto e contribuisce a quel senso di familiarità che il gioco sembra cercare volutamente.
Nonostante sia palesemente derivativo, Wibble World Giddy: Wibble Mania! convince proprio grazie alla sua sfacciata dichiarazione d’amore verso un genere ormai dimenticato. Non innova, ma diverte e intrattiene con intelligenza, chiudendo in bellezza la scena freeware su Amiga e ricordando come anche un clone fatto con passione e ironia possa risultare sorprendentemente piacevole.
Il gioco sarà seguito da Giddy II: Hero in an Egg Shell uscito nel 1994.



