Biing! Sex, Intrigue and Scalpels è un gestionale in lingua tedesca, creato da reLINE per Amiga nel 1995.
Alla base, Biing! mette il giocatore a capo di un ospedale privato, con l’obiettivo di trasformare una struttura caotica in un’attività redditizia. Il tono è chiaro fin da subito: tutto è esagerato, irriverente e volutamente sopra le righe. I medici sono cinici, le infermiere fortemente sessualizzate e i pazienti vengono trattati più come numeri che come persone.
Sotto la superficie provocatoria si nasconde una simulazione sorprendentemente complessa. È necessario gestire turni del personale, assumere e licenziare dipendenti, ampliare i reparti, acquistare nuove attrezzature e tenere sempre sotto controllo le finanze. Con l’aumento dei pazienti e delle emergenze, il gioco richiede decisioni rapide e una pianificazione accurata. Una cattiva gestione porta rapidamente a reparti sovraffollati, medici esausti e al collasso economico. Da questo punto di vista, Biing! era decisamente avanti rispetto a molti titoli contemporanei, offrendo una vera profondità gestionale.
L’interfaccia è ricca di menu e informazioni, ma rimane funzionale e pensata per l’uso del mouse. Anche oggi è utilizzabile, sebbene possa intimidire i nuovi giocatori. La struttura dell’ospedale, suddivisa in reparti come chirurgia, neurologia, patologia e terapia intensiva, è chiara e consente di passare agevolmente dalla gestione amministrativa a quella medica. L’abbondanza di testi, pieni di sarcasmo e di umorismo assurdo, conferisce al gioco una forte personalità e rende meno monotone anche le fasi più ripetitive.
Dal punto di vista grafico, Biing! era notevole per Amiga, soprattutto nella versione AGA. Le illustrazioni disegnate a mano sono colorate, dettagliate e fortemente ispirate ai fumetti. Le figure femminili, volutamente esagerate, rimandano molto allo stile di quegli anni. È importante affrontare questo aspetto tenendo conto del contesto storico, ma resta il fatto che la qualità artistica contribuisce in modo significativo all’identità del gioco.
Il comparto sonoro svolge un ruolo secondario, ma accompagna efficacemente l’azione con effetti appropriati e un sottofondo discreto. Non è memorabile dal punto di vista musicale, ma contribuisce bene all’atmosfera generale della simulazione.
Ciò che distingue davvero Biing! è la sua combinazione di gestione seria e satira implacabile. Il gioco prende in giro sia il sistema sanitario sia il ruolo del giocatore. Le decisioni etiche sono quasi assenti: il successo si misura in termini di efficienza e profitto, non di compassione. Questo approccio cinico era voluto e conferiva al gioco un taglio provocatorio che lo rendeva unico nel suo genere.
Nel 2026, Biing! non è più scioccante, ma resta affascinante. Il suo umorismo non è per tutti e alcuni elementi sono inevitabilmente invecchiati. Tuttavia, per gli appassionati di simulazioni gestionali retrò e per chi ama riscoprire la storia dell’Amiga, rappresenta un titolo raro e interessante: peccato solo che dovrete masticare un po di tedesco per apprezzarlo.



