Il primo gioco della serie si era fatto un nome combinando una grafica straordinaria con una selezione di supercar (reali) e una sensazione di velocità che pochi giochi di guida avevano eguagliato. Speed II: Special Edition aveva affinato la formula con nuove auto e circuiti, ma aveva preso una direzione controversa: eliminare gli inseguimenti della polizia, tra gli elementi più amati dell'originale. Hot Pursuit li riportò in scena — e al centro dell'attenzione.
Il concept è semplice e avvincente. Si gareggia con supercar esotiche — Ferrari, Lamborghini, Porsche, McLaren — su una selezione di circuiti mentre la polizia cerca di fermarvi. I poliziotti in Hot Pursuit non sono da sottovalutare: guidano potenti Corvette di pattuglia, si coordinano via radio, piazzano posti di blocco davanti a voi e dispongono chiodi sulla strada. La vostra auto è dotata di un rilevatore radar e di uno scanner della polizia, e sentire le trasmissioni radio mentre gli agenti segnalano la vostra posizione e chiamano i rinforzi mentre sfrecciate a 200 chilometri orari crea una tensione che nessun altro gioco di guida dell'epoca poteva eguagliare.
Il design dei tracciati è ben fatto: si passa dai valichi di montagna innevati alle autostrade nel deserto, dalle città costiere ai circuiti urbani futuristici. Ogni tracciato è disponibile in più configurazioni — diurna, notturna, invertita — il che rende il gioco sicuramente più longevo. Questo approccio si differenzia dai contemporanei, come Screamer, o dal design a città aperta che Midtown Madness avrebbe introdotto solo un anno dopo, nel 1999.
La versione per Windows rappresentava una bella sfida per l'hardware dei PC di fine anni '90. Con una scheda acceleratrice 3D, il gioco aveva un aspetto spettacolare — riflessi cromati sulla carrozzeria, pioggia sul parabrezza, scintille dai contatti, neve che si accumulava sulla superficie stradale. Anche per gli standard dell'epoca era straordinario. La versione PlayStation era fedele dal punto di vista del gameplay, ma non poteva competere con la qualità visiva della versione PC.
Il parco auto è ricco, con una bella selezione di auto da sogno che si possono confrontare direttamente nella schermata iniziale. Ogni auto offre opzioni di regolazione per personalizzare le caratteristiche di guida. L'unica mancanza è l'impossibilità di danneggiarle. Per quanto spettacolare sia l'incidente, le auto rimangono intatte, il che rende il gioco meno realistico. Ma non era quello lo scopo degli sviluppatori.
La colonna sonora spazia tra rock e techno e fa il suo dovere. Gli effetti sonori sono curati — le trasmissioni radio della polizia, il suono del motore di ogni singola auto, il suono delle forature, tutto contribuisce all'esperienza.
Need for Speed III: Hot Pursuit non è una simulazione — la guida è accessibile e divertente, una scelta di design precisa. Come esperienza di guida arcade pura, era la migliore del genere nel 1998 e la modalità Hot Pursuit rimane uno dei concetti più divertenti nella storia dei giochi di guida.



