Il gameplay tennistico, in sé, è solido e divertente. Visto da dietro il campo in una prospettiva pseudo-3D, il gioco supporta partite in singolo e doppio, con un'opzione per il secondo giocatore che rende il multiplayer un'esperienza piacevole. Si sceglie da un roster di personaggi ispirati ai veri tennisti dell'epoca — tra cui Boris Becker, John McEnroe e Ivan Lendl — anche se le differenze tra loro sono per lo più estetiche, non statistiche. I controlli sono semplici: il pad direzionale muove il personaggio in campo e due tasti producono colpi diversi — un diritto potente e un lob più alto. Il servizio può essere insidioso, con il colpo potente che produce frequenti falli finché non si impara il timing, ma la fisica della palla è più naturale rispetto a molti giochi di tennis per console dell'epoca. Rispetto a Super Tennis su SNES o a Super Tennis Champs su Amiga, World Court Tennis ha un feel più arcade, mentre Final Match Tennis — sempre su PC Engine — offriva sulla stessa piattaforma un'alternativa orientata più alla simulazione.
Ciò che distingue davvero il gioco è la modalità Quest. Dopo aver dato un nome al proprio personaggio e scelto il genere, ci si ritrova su una mappa RPG vista dall'alto che assomiglia in modo sorprendente a Dragon Quest o ai primi capitoli di Final Fantasy. Si girovaga per le città, si parla con i personaggi non giocanti per raccogliere indizi, si acquistano potenziamenti — racchette migliori, scarpe, abbigliamento — e si viaggia attraverso la mappa. Durante l'esplorazione compaiono incontri casuali, e quando uno si attiva il gioco passa a un campo da tennis dove bisogna battere l'avversario per continuare. Vincere fa guadagnare denaro per gli upgrade; perdere rimanda alla città di partenza. Gli elementi RPG sono leggeri — non c'è un sistema di esperienza o di livellamento — ma la combinazione tra le meccaniche tennistiche e la struttura da avventura è affascinante e sorprendentemente divertente.
La grafica è tra i migliori esempi su TurboGrafx-16, con animazioni dei personaggi fluide che rendono il posizionamento in campo reattivo e preciso. La mappa del mondo in modalità Quest ha un'estetica classica da RPG. La colonna sonora è l'elemento più debole, ma non incide in modo significativo sull'esperienza complessiva.
World Court Tennis ricevette recensioni molto positive all'epoca e rimane una gemma nascosta. La combinazione tra un gameplay tennistico e RPG è inaspettata e lo rende uno dei giochi sportivi più memorabili e originali della fine degli anni '80.



